Il genius loci e la soglia di memoria
Nel tessuto paesaggistico di Altivole, a breve distanza dalla complessa e mistica narrazione del Memoriale Brion, la progettazione dello spazio esterno della sede Brombal svela un'attitudine architettonica fondata sulla contemplazione. L'ispirazione alla lezione di Carlo Scarpa si esprime come una rielaborazione colta della memoria dei luoghi: il confine dell'edificio si spoglia della sua funzione puramente industriale per farsi soglia, un'architettura di transizione in cui la luce, il tempo e la natura partecipano alla definizione dello spazio. L'ingresso aziendale viene integrato in una cornice d'accoglienza viva, concepita come un tessuto abitativo a cielo aperto che anticipa con discrezione la profonda maestria della lavorazione dei metalli.
Tettonica dei materiali e geometria dei volumi
L'impianto spaziale segue un rigore rigorosamente squadrato, in cui il disegno dei percorsi e delle masse si articola attraverso superfici pulite e cadenze ritmiche. Il linguaggio plastico dell'intervento risiede nella scelta di una materia autentica e primordiale: il cemento a vista fa da struttura e da campitura, mentre il ferro e il bronzo infondono variazioni cromatiche e patine destinate a maturare nel tempo. Entro questa partitura rigorosa si innestano le sculture disegnate su misura e il volume della fontana centrale. La presenza dell'acqua non è mero elemento decorativo, ma vera architettura fluida: attraverso canali e specchi riflettenti, la superficie acquatica capta e rifrange il cielo, introducendo una dimensione di quiete e ammorbidendo la percezione delle linee strutturali.
Il paesaggio vegetale: dialogo tra struttura e spontaneità
L'intervento botanico è stato calibrato per orchestrare un contrasto armonico tra il peso della materia e la leggerezza della vegetazione. L'ingresso si immerge in una composizione vegetale strutturata su più livelli percettivi. La figura solenne e articolata del leccio multiramo (Quercus ilex) garantisce un'ancora visiva di forte personalità, attorno alla quale si sviluppa il manto denso e orizzontale del Cotoneaster con funzione tappezzante. La luminosità grafica dei ciottoli in sasso di Carrara delimita con ordine le campiture a terra, mentre il movimento libero e frusciante delle graminacee ornamentali (Poaceae) restituisce al complesso la spontaneità tipica del paesaggio veneto, trasformando il percorso d'ingresso in un'esperienza tattile e visiva di costante evoluzione naturale.